mercoledì 23 ottobre 2013

In me c’è qualcosa di rotto.

In me c’è qualcosa di rotto.
Sono come l’orologio che si ferma poco dopo averlo caricato, come il piatto incrinato che non torna nuovo se anche lo incolli con cura.
In me c’è qualcosa di schiacciato. Sono come il tubetto di dentifricio quando nulla ne esce se anche lo premi, come la pallina da ping-pong ammaccata che non può tenere più in gioco nemmeno un buon giocatore.
Ci sono oggetti distrutti e schiacciati dal principio, senza motivo, in me: l’ombrello che non sta aperto, il violino fuori uso e i sandali coi cinturini rotti, il rubinetto intasato, il flauto sfiatato, la lampada consumata.
Eppure non mi perdo di morale, l’ira non mi trascina, né mi tormento come una volta, anzi mi auguro di potermi riempire di quelle cose inutili, restando distrutto e schiacciato, in questo trovando il mio orgoglio.
Kikuo Takano


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