venerdì 15 marzo 2013

Stanchezza

Quello che c'è in me è soprattutto stanchezza
non di questo o di quello
e neppure di tutto o di niente:
stanchezza semplicemente, in sé,
stanchezza.
La sottigliezza delle sensazioni inutili,
le violente passioni per nulla,
gli amori intensi per ciò che si suppone in qualcuno,
tutte queste cose -
queste e cio' che manca in esse eternamente -
tutto ciò produce stanchezza,
questa stanchezza,
stanchezza.
C'è senza dubbio chi ama l'infinito,
c'è senza dubbio chi desidera l'impossibile,
c'è senza dubbio chi non vuole niente -
tre tipi di idealisti, e io nessuno di questi:
perchè io amo infinitamente il finito,
perchè io desidero impossibilmente il possibile,
perchè voglio tutto, o ancora di più, se può essere,
o anche se non può essere...
E il risultato?
Per loro la vita vissuta o sognata,
per loro il sogno sognato o vissuto,
per loro la media fra tutto e niente, cioè la vita...
Per me solo una grande, una profonda,
e, ah, con quale felicità, infeconda stanchezza,
una supremissima stanchezza,
issima, issima, issima,
stanchezza...



mercoledì 13 marzo 2013

A GIACOMO

A GIACOMO














 Si fossi io nata
nel remoto cuor tuo,
 in te di vita
 lautamente risorgiva,
 verbo e dovizia
 sarei stata.

 Tu, uomo
 dall'impagabil dazio
 d'una sacra
 ed inopinabil stirpe,
 prodiga manna
 d'una vita
 oltre le villane
 polveri,
 con far
 d'uno sposo
 t'avrei a me cinto,
cibandomi
 della tua parola
 aggraziandomi
 di nobil idillio.

 Gloria mundi
 egregia mano
 che a me sia
 onirico
 quel meriggio
 che al tuo braccio
 di sana arte
 avrei vissuto.

 ( Enrica Meloni) 

domenica 24 febbraio 2013

IN D’UNA GARA CUBEDDU DIFENDET SA PINNA E PIRASTRU S’ARADU


IN D’UNA GARA CUBEDDU DIFENDET SA PINNA E PIRASTRU S’ARADU 

 Cando novellu fit su mundu ancora
 sa pinna pro niente no esistìada, 
s’omine solu s’aradu usaìada
 pro aer pane in sa sua dimora
 dai s’aradu sa zente vivìada
 e vivet e attatta istat d’ogn’ora;
 sa pinna mai fruttos produesidi
 s’aradu a viver totu fruttos desidi. 


 Autore Giuseppe Pirastru

de Sarda Poesia

martedì 12 febbraio 2013

MADRE.


MADRE

 Madre, Insegnami ad amare, oltre il mio timore umano: mi insegni tutte le gioie della vita dietro il velo di lacrime. 

Mi permetta di trovare il piacere delle mani delicate di un amante: Fammi sapere la saggezza di rispetto senza richieste Oh, guardiano dell'indulto, Insegnami a vedere oltre le prove inutile sostenere la dignità umana. 

Imparerò il farmaco di madre, amante, amico, mostrando gli altri come l'amore e cuori spezzati per riparare. 

 Madre, Insegnami a curare i sentimenti dentro di me: mi insegni a rispettare tutta la vita con umiltà fiorente. 

Mostrami il sentiero che si allontana l'abuso, dove tutto ciò che canta alla vita, dove il cuore è solo un ricordo delle antiche lotte umane. 

Lasciare il mio spirito per guarire fino a morire non è paura dove benvenuto è rinascita portando me lacrime gioiose, queste sono le cose che voglio, perché voglio davvero sapere i percorsi di guarigione attraverso la notte oscura dell'anima. 

Nella tua madre lingua, show me how to love, oltre il mio timore umano: mi insegni tutte le gioie della vita oltre il velo di lacrime. 

Mi permetta di trovare il piacere delle mani delicata di un amante: Fammi sapere la saggezza di rispetto senza richieste. 

Oh, custode del perdono, Insegnami a vedere di là delle sentenze meschine, supporto per la dignità umana. 

Imparerò tua medicina di madre, amante, amico, altri insegnando ad amare e broken hearts per riparare. 

Madre, Insegnami a guarire i sentimenti dentro di me: mi insegni a rispettare tutta la vita con umiltà fiorente.  

Mi mostra il percorso dall'abuso, dove tutto ciò che canta della vita, dove heartache è solo un ricordo dell'antico, conflitto umano. 

Lasciate che il mio spirito essere guarito fino a morire non detiene alcun timore, dove viene accolto rinascita, portando me lacrime gioiose. 

Queste sono le cose che desidero, per voglio veramente sapere, le vie e guarigione passaggio attraverso la notte oscura dell'anima. 

Jamie Sams (discendente cherokee). 
Terra (medicina della terra) 

 
MADRE.

Madre, enséñame como amar, más allá de mi humano temor: Enséñame todas las alegrías de la vida Detrás del velo de lágrimas. Déjame encontrar el placer de Las manos gentiles de un amante: Dejame conocer la sabiduría del Respeto sin demandas Oh, guardiana del Perdón, Enséñame como ver Más allá de los juicios futiles Apoyando a la dignidad humana. Aprenderé tu medicina De Madre, amante, amiga, Enseñándo a otros como amar Y a los corazones rotos a enmendar. Madre, enséñame como curar Los sentimientos dentro de mí: Enséñame como respetar toda vida Con floreciente humildad. Muéstrame el camino que se aleja del abuso, Donde todo canta a la vida, Donde el dolor del corazón es sólo un recuerdo De antiguas luchas humanas. Deja que mi espíritu sane Hasta que morir no sea temer Donde bienvenido es renacer Trayéndome alegres lágrimas Estas son las cosas que deseo, Porque en verdad quiero conocer Los senderos de sanación A través de la noche oscura del alma. En su idioma original
Mother, show me how to love, Beyond my human fear: Teach me all the joys of life Beyond the veil of tears. Let me find the pleasure of A lover’s gentle hands: Let me know the wisdom of Respect without demands. Oh, Keeper of Forgiveness, Teach me how to see Beyond the petty judgments, Supporting human dignity. I will learn your Medicine Of Mother, lover, friend, Teaching others how to love And broken hearts to mend. Mother, teach me how to heal The feelings inside of me: Teach me how to respect all life With burgeoning humility. Show me the path away from abuse, Where everything sings of life, Where heartache is just a memory Of ancient, human strife. Let my spirit be healed Until dying holds no fear, Where rebirth is welcomed, Bringing me joyous tears. These are the things that I desire, For I want to truly know, The pathways and healing passage Through the dark night of the soul. Jamie Sams (descendiente cherokee). Earth Medicine (Medicina de la tierra)

venerdì 1 febbraio 2013

Non Mi Interessa



Non Mi Interessa

Non mi interessa cosa fai per vivere, voglio sapere per cosa sospiriNon mi interessa quanti anni hai, voglio sapere se ancora vuoi rischiare
di sembrare stupido per l'amore, per i sogni, per l'avventura di essere vivo.

Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna, voglio sapere se hai toccato
il centro del tuo dolore, se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita
o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.

Voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio o il tuo;
se puoi ballare pazzamente e lasciare l'estasi riempirti fino
alla punta delle dita senza prevenirti di cautela, di essere realisti,
o di ricordarci le limitazioni degli esseri umani.

Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera.

Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso,
se puoi subire l'accusa di un tradimento e non tradire la tua anima.

Voglio sapere se sei fedele e quindi hai fiducia.

Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni.

Se sei capace di far sorgere la tua vita con la tua sola presenza.

Voglio sapere se puoi vivere con il fracasso, tuo o mio e continuare a gridare
all'argento di una luna piena: SI!

Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai,
mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste o spaccato in due,
e fare quel che si deve fare per i bambini.

Non mi interessa chi sei, o come hai fatto per arrivare qui,
voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me e non retrocedere.

Non voglio sapere cosa hai studiato, o con chi o dove,
voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto non l'ha fatto.

Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso,
e se veramente ti piace la compagnia che hai ....nei momenti vuoti.

Scritto da un'indiana della tribù degli #Oriah -




venerdì 4 gennaio 2013

Quando gli innamorati si parlano

Foto

Quando gli innamorati si parlano 
di Alda Merini

Quando gli innamorati si parlano
attraverso gli alberi
e attraverso mille strade infelici,
quando abbracciano l'edera
come se fosse un canto,
quando trovano la grazia
nelle spighe scomposte
e dagli alti rigogli,
quando gli amanti gemono
sono signori sulla terra
e sono vicini a Dio
come i santi più ebbri.
Quando gli innamorati parlano di morte,
parlano di vita in eterno,
in un colloquio di un fine esperanto
noto solo a Lui.
Il loro linguaggio è dissacratore,
ma chiama la grazia infinita
di un grande perdono.

lunedì 31 dicembre 2012

LOS SILENCIOS


LOS SILENCIOS

Los silencios,
su aroma de pies descalzos,
su poesía de tierra suelta,
los morrales cargados de neblina
prístina locura
de caminos de fiebre y ternuras
imperio de los nuestros
todo envuelto en un pasamontañas.
 
I silenzi,
profumo di piedi nudi,
poesia della terra smossa,
zaini
carichi di nebbia
incontaminata follia
strada di febbre e di tenerezza
Impero dei nostri
tutti avvolti in un passamontagna.

Salvador Díaz Sánchez