domenica 27 dicembre 2009

OCEANO

Paola Maria Leonardi

acqua d'oceano
brillanti i riflessi
il sole
bacia i fortunati
lasciva sirena
sale
scivola su morbidi fianchi
dorata la pelle
sensi eccitati
nudo il cuore
spiraglio di vita
gemiti
in bianca conchiglia
echeggiano intermittenti
al suono del mare
delizioso
il tuo approcciarti
audace
mi piace... mi piace
baci sussurrati
con il vento
c'è intesa
direziona energia
con sana bramosia
la cascata di lunghi capelli
non nasconde l'ardore
amare adesso
è per sempre
PaolaML




PhotoCopyright©2009 Paola Maria Leonardi--inedita

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Ai bambini di Gaza..

Diletta Morani


Scivolano come lacrime

ad ovattare il Cielo
Nella speranza mal riposta
di un 'Alba piu'clemente

che di pieta'risponda..


La direzione e'sempre quella
rifugge le coscienze

Ma l'Urlo e'strazio a nevicar rimorso

nel Sangue che non dorme..

negli Occhi di chi guarda.


e le mie mani raccolgono farfalle
che di smeraldo e bianco divenir
librano Sogni,


Di neve ricamati

che bastera dolce,
un sorriso

a rammendare il Cuore..



lunedì 21 dicembre 2009

Domani



Avremo fame domani
Fame di un mondo
Che apra alla gioia e alla condivisione

Avremo fame domani
Fame di amare
Fame di speranza
Fame di orgoglio
Fame di un mondo senza ambiguità.

Avremo fame domani
Della presenza degli altri
Della presenza di tutti gli uomini
Di questa vita disabitata
Morsa dalla solitudine.

Avremo fame domani
Non di bassezze e di tristi vergogne

Avremo fame domani
Di tenerezza sbocciata
Lontano dal filo spinato della segregazione.

Avremo fame domani
Non di falsi amici dal cuore doppio
Non di cuori vigliacchi e volgarmente avidi
Disseccati dall’egoismo.

Avremo fame domani
Fame di guarire il mondo
Dalla sua trasudante miseria
Fame di combattere il male
Ed i suoi molti complici.

Avremo fame domani
Fame di preparare il mondo
Alla fastosa fortuna della fraternità.
Fame di uno sforzo su noi stessi
Perché nasca l’Uomo
E rinasca il mondo
Fame perché sbocci la speranza
Di un mondo nuovo e stellato.

Avremo fame domani
Di quelle strade sconnesse
Che portano alla città
Lontano dai rovi del disprezzo
Dell’odio
Del rancore.

Avremo fame domani
Di generosi costruttori di cittadelle
Che in luogo d’intonare
I canti tribali
Dell’odio e della razza
Faranno crescere
Fraternamente
Fianco a fianco
Malgrado le loro diversità
Tutte le razze
La gialla e la bianca e la nera
In una sinfonia
Di Fraternità.

Avremo fame domani
Perché tutti gli uomini
Spezzando le loro catene
E facendo una catena
Conducano il mondo alla fonte
della condivisione.


Joseph M. Tala
( poeta del Camerun )

mercoledì 16 dicembre 2009

E una Donna disse...



E una donna che reggeva un bambino al seno disse:
Parlaci dei Figli. E lui disse:
I vostri figli non sono figli vostri.
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sè stessa.
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
E benché vivano con voi non vi appartengono.Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:
Essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
Esse abitano la casa del domani,
Che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro,
Ma non farvi simili a voi:
La vita procede e non s'attarda sul passato.Voi site gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.
L'arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito,
E vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell'arciere;
Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell'arco.

KAHLIL GIBRAN

sabato 5 dicembre 2009

Mari de domu

Vaturu E.

.. i guizzi d'argento
delle tue vellutate mani
si stagliano
contro la mia prora erta,

oh mare incandescente
di vigore universale,
tu
che m'amanti di fulgide onde
in te confido
e di amor ti sovrasto ,
dolce chiarore
del tempo andato.


giovedì 3 dicembre 2009

Mani

Se sei un amico ti
stringo la mano
se chiedi un aiuto ti tendo la mano
E prendi la mano, e dammi la mano
e prendi la mano, e dammi la mano
Il padre il bambino lo tiene per mano
c’è tutto il destino in un palmo di mano
Le mani, le mani che sanno parlare, che sanno guarire e che sanno pregare

Le mani legate, le mani ferite, le mani, le mani pulite
Le mani, le mani, le mani legate, le mani ferite, le mani pulite
Le mani, le mani, le mani legate, le mani ferite, le mani pulite

Saluti ruffiani baciamo le mani
caliamo i calzoni e in alto le mani
Chi prende il potere allunga le mani
chi sfugge al dovere se ne lava le mani
Le mani, le mani, che sanno tradire, che sanno soffrire e che sanno
sbranare
Le mani spietate che danno la fine, le mani, le mani assassine
Le mani, le mani, le mani spietate che danno la fine, le mani assassine

Le mani, le mani, le mani legate le mani ferite, le mani pulite

Apriamo le mani, le mani più avare
che stringono ancora quei 30 denari
Mettiamo le mani, le mani sul cuore
più sono sincere e più danno calore
Le mani, le mani, che sanno di mare, che sanno di terra, che sanno di pane

Battiamo le mani per farci sentire, più forte le mani, le mani
Le mani, le mani, che sanno di mare, che sanno di terra, che sanno di pane

Le mani, le mani, che sanno di mare, che sanno di terra, che sanno di pane

Le mani, le mani, le mani spietate che danno la fine, le mani assassine

Le mani, le mani, le mani spietate che danno la fine, le mani assassine

Le mani, le mani, le mani, le mani.



Edoardo De
Crescenzo